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xadir
non veramente buono, non completamente cattivo
 
 
 
 
           
       

forse è troppo contorto

 
ma sicuramente rende l'idea


ci vorrebbe qualcosa
per capire
chi sono...

 scorpione

Segno d'acqua, governato da Marte e Plutone. I suoi mille contrasti ne arricchiscono il fascino. Possiede una memoria da elefante e uno spirito di vendetta talmente sviluppato da scoraggiare ogni nemico. Adora le discussioni intelligenti, in cui dare sfogo al suo animo appassionato, coraggioso e... prepotente. Contraddittorio, complicato, sensibilissimo, prevaricatore, possessivo: nessuno può dire di conoscerlo a fondo, ne lui pretende di essere capito. Esige solo amore sincero, per vivere giorni paradisiaci anche a condizione, qualche volta, di visitare le profondità dell'inferno.
Ascendente: Bilancia
Dello Scorpione si potrebbe scrivere un vero e proprio trattato, sulla sua natura contraddittoria, passionale, dai mille misteriosi risvolti.
E tu, con questo ascendente li incarni tutti, aggiungendovi anche un pizzico di permanente contraddizione.
In te convivono desiderio di spazzare ogni ostacolo senza troppi riguardi e bisogno incessante di renderti simpatico e ben accetto a tutti.
È una lotta tra titani, nessuno può prevedere chi avrà la meglio, probabilmente non esisteranno mai nè vinti nè vincitori, ma solo eterna confusione e tanto, ma tanto misterioso fascino

così dovrebbe andare


La superbia è sicuramente il male più comune.


LA NEUTRALITA' E' IL MIO CREDO

Non credo che esita il bene, o il male, assoluto.

Anche l’azione più buona

Nasce per soddisfare il proprio Io

Anche il gesto più spregevole

Nasce per colmare un bisogno o una necessità

Credo che l’errore sia nello stereotipare la gente

Generalmente tutti preferiscono:

circondarsi di persone “buone”

( o che sembrano tali)

Semplicemente perchè ci sentiamo meglio

Quando non dobbiamo guardarci le spalle

La maggior parte delle persone ha paura

Di quello che è diverso da loro e quindi lo evita

O peggio ancora lo caccia, convincendo altri a fare altrettanto

Ecco perché molte persone si fingono buone

Dando vita a quel fenomeno che io chiamo “perbenismo”

Semplicemente perché non vogliono restare sole

Ma… nessuno può fingere per sempre

Ecco perché spesso la si prende nel culo

Da persone di cui ti fidi ciecamente

È un po’ come la rana e lo scorpione

Conoscete la storia, vero?

adesso vi dirò cos’è per me la neutralità

essere neutrali significa non avere imposizioni dogmatiche,

morali, sociali, o di nessun altro genere.

Significa fare qualcosa perché si ritiene che

, in quel momento sia la cosa migliore,

e non perché qualcuno ci dice che dobbiamo farlo.

Fondamentalmente, essere neutrali significa…

Non avere pregiudizi. Vuol dire accettare la cultura,

le abitudini o i pensieri diversi dai propri

Perché.. se io ho il diritto di pensarla a modo mio

Ce l’hai anche tu.

Ho sempre seguito questo principio.

Anche perchè, neanche io sono buono

Molti erroneamente lo pensano, ma io so che non è vero

Mentre altri pensano che io sia un bastardo

Eh eh molta gente tende a vedere tutto o bianco o nero

Non ho l’autorità ne la conoscenza sufficiente per dire che sbagliano

E anche se l’avessi, credo che non lo farei

È un loro diritto pensarla come vogliono

Come è un mio diritto non cagare queste persone J

Alla fine… mi sono circondato solo di persone che…

Se guardassi solo le apparenze… considererei

Gente poco raccomandabile…
anche se non hanno mai fatto nulla di male

Ma è gente che non finge di essere buona solo per l’occhio sociale

Sono persone che hanno imparato ad essere se stessi

Che se ne fottono se la gente li teme o li odia

Persone in gamba.

LA NEUTRALITA’ E’ IL MIO CREDO

La psicologia dei nani.


Quando pensate al popolo dei nani, dovete paragonarli agli spartani.

Non sono dei coltivatori e non considerano gl’immobili come fonte di sicurezza o di prestigio( ovvero, non giudicano mai una persona dal suo titolo nobiliare o dal suo cognome). Le uniche cose di valore che conoscono sono le cose. La loro educazione è di tipo militare( nei sotto suoli, dove vivono ci sono molti nemici). Andranno sempre alla ricerca di un grosso guadagno, anche se tendono a spendere i soldi in cibo e oggetti utili, per lavoro (o necessità).

È un popolo fiero e valoroso. Hanno un altissimo senso patriottico, anche se sono fondamentalmente individualisti( immaginate che loro non conosco il concetto di famiglia come lo intendiamo noi, ecco perché molti nani sono restii a mostrare sentimenti “teneri”, semplicemente “non sono cose da nani”). Se volete interpretare un nano, dovrete “dimenticare e nascondere” in voi il concetto di famiglia e sostituirlo con un forte individualismo ma con un altrettanto disperata dimostrazione di stima. Infatti i nani non conoscono altra dimostrazione di affetto se non la stima o il rispetto sul campo di battaglia. Con le persone a cui sono più “legate”( si affezionano a gli amici, proprio come noi) si atteggiano con ironica superbia (mai far vedere hai compagni che hai paura, anzi devi essere una fonte di coraggio, anche se spesso folle e inverosimile), cercheranno sempre di dimostrare che sono i migliori.

Capirete che “il coraggio” ,per i nani, è tutto. Ma dovrete anche ricordare che “nessuno di loro” tiene molto a morire in modo inutile.

Provvisti di un innato “senso democratico”(quando si lavora o si combatte, è sempre meglio collaborare), faranno sempre quello che sembra più giusto fare, questo, anche a discapito della loro opinione personale.

Ma non bisogna dimenticare il loro narcisismo, ogni volta che le cose andranno male sosterranno sempre che la loro sarebbe stata l’idea migliore e comunque non ammetteranno mai che hai ragione (il loro modo di chiedere scusa è tacere).

Mancano completamente di tatto e galateo. Per loro, quando una cosa va detta, va detta. Quando va fatta, va fatta.






 
3 ottobre 2006

per la serie...a volte ritornano

per la serie...sempre è tanto tempo e il tempo tende sempre a cambiare le cose

per la serie...ho talmente tante cose da dire da non sapere cosa dire eeheh

per la sere... basta con le serie che mi sono già rotto le... ihihihih

tanto per iniziare( da qualche parte devo pur iniziare) risponderò alla domanda che , almeno per ipotesi, vi siete posti più spesso in quest'ultimi 2 mesi, ovvero, "che fine hai fatto?"
bè diciamo che sono stato rapito dagl'impegni... dal mio nuovo lavoro, dagl'amici che bramano la mia presenza, ogni volta che questo sia possibile. che lavoro faccio? eh eh faccio il macchinista nei teatri. ovvero monto le scenografie per le commedie i musical in tutta la provincia e anche oltre...lol.
è un lavoro che d'estate ruba molto tempo, perchè monto nelle piazze( il che vuol dire montare e smontare tutto lo stesso giorno, finendo non prima dell'una di notte), che non sempre sono vicine a casa mia...quindi calcolate pure la strada. cmq giorno 14 inizia , finalmente, la stagione invernale, con orari + regolari lol.
questo lavoro mi piace,al di là delle cose ovvie, perchè, nel mondo dello spettacolo, vige una regola su tutte e tutti..."the show must go on", lo spettacolo "deve", indipendentemente da qualsiasi problema che possa sorgere. il che mi porta a non pensare a nient'altro mentre lavoro. richiede il massimo della mia attenzione. sia per non sbagliare che per risolvere eventuali problemi eh eh. diciamo che è uno di quei lavoro dove annoiarsi è un lusso.
adesso vi saluto... cercherò di farmi vivo + spesso..anche perchè ho tanto ma tanto da dire..

un abbraccio forte forte a tutti dal vostro xadir





permalink | inviato da il 3/10/2006 alle 12:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

5 luglio 2006

ora basta!

Giusto… sbagliato… buoni…cattivi… amore… odio…

Passa il tempo. Tutto cambia. Tutto si trasforma. Tutto… rimane quello che è sempre stato. Cambiano i nomi, le parole, le lingue, le idee, le fedi, i mezzi, i costumi, ma il mondo… questa ruota che gira, è sempre lo stesso.

Da quando ho imparato ad ascoltare, quante volte ho sentito “il mondo deve cambiare”, “il mondo è marcio”, “una sola persona non può cambiare il mondo”,”aspettiamo il nuovo mondo”? quante e quante di queste frasi abbiamo sentito? Eppure… il mondo non cambia. Sapete perché? Sapete perché comunque il mondo non cambierà? È come se vi sentissi rispondere. Ne ho sentite tante di risposte, sempre le stesse. Cambiano i volti, le parole, le lingue, le idee, le fedi, i mezzi, ma le risposte… in questa ruota che gira, sono sempre le stesse.

Possibile che nessuno abbia capito!? Non esiste davvero nessuno in grado di vedere oltre quello che vuole vedere!? No, non esiste. Tanto, anche se esistesse, verrebbe comunque ignorato, o peggio ancora insultato, deriso, demonizzato. È così che vanno le cose. È così che le facciamo andare. Esatto..”facciamo”. non è il mondo che non và. Sono le persone che non vanno. Le persone come me. Le persone come te, che stai leggendo, che sicuramente pensi a quante cose non vanno nella tua vita. Quanti buoni motivi abbiamo per lamentarci? Tanti, veramente tanti. Stiamo male, soffriamo, ci lamentiamo. Col tempo ho imparato a lamentarci siamo tutti bravi, chi più chi meno. Di chi è la colpa? Ne sono certo… “è sempre colpa di qualcun altro, sempre”. Quante volte ho sentito “ non mi capisce nessuno”, “quello è stupido”, “mi fa soffrire”, “sono tutti disonesti”, “ pensano solo ai loro interessi”, quante, quante volte….? E noi… noi che facciamo? Noi che capiamo tutto, noi che siamo intelligenti, non che non facciamo mai del male, noi che rispettiamo sempre il prossimo, noi che pensiamo solo a gli altri, cosa facciamo? Ci lamentiamo. O avvolte, qualcuno prova anche a cambiare qualcosa. Qualcuno magari ci riesce. E poi… qualcuno si lamenta. E c’ha pure ragione a lamentarsi.

Nessuno vede oltre quello che vuole vedere. Nessuno capirà da questo post più di quanto vuole capire.

Il mondo non cambierà mai. la gente non cambierà mai. io non cambierò mai. tu non cambierai mai. nessuno cambierà mai. Continueremo a lamentarci. Continueremo a non voler vedere.

Sono stanco. Sono stanco di non essere capito. Sono stanco di essere accusato. Sono stanco di essere solo in mezzo alla folla.

Non ho voglia di spiegare. Non ho voglia di giustificare. Non ho voglio di stare tra la folla.

Destra, sinistra. Sopra, sotto. Nessuno capisce che siamo tutti diversi, ma che tutti cerchiamo le stesse cose? Cambiano i volti, le parole, le lingue, le idee, le fedi, i mezzi, i costumi… ma la le persone non cambiano mai.

Ma chissà poi perché dobbiamo cambiare? Perché vogliamo che gli altri pensino come noi, facciano come noi? E noi… pensiamo davvero quello che diciamo? Facciamo davvero quello che diciamo quando nessuno ci vede, quando nessuno ci può giudicare?

Io sono stanco. Sono stanco del mondo. Sono stanco della gente. Sono stanco di sentire. Sono stanco di vedere. Se comunque devo restare solo…resterò solo. Ma non sarà colpa di nessuno. Sarà una mia scelta. Già lo so. Si lamenteranno, giudicheranno, condanneranno, faranno quello che hanno sempre fatto. So che nessuno capirà… e io non ho più voglia di spiegare. So che sono tutti ciechi…e io non voglio più vedere.




permalink | inviato da il 5/7/2006 alle 18:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa

2 luglio 2006

Giorni insoliti

Da dove iniziare…? Mmm…ma si. Inizierò col venerdì sera. Partita dell’Italia, da Carmelo. Presenti: Peppe, Adri, ed Eddy. Io, tanto per cambiare, in ritardo. Ero solo a casa e non trovavo le chiavi. Sapevo che i miei sarebbero tornati tardi, non potevo uscire senza. Mentre continua a cercare, scoppia il primo boato (goal). Mi chiamano al cellulare, e Peppe mi convince a andarci lo stesso. Non ricordo di aver visto una partita più divertente. Quando è finita, siamo andati a casa di Peppe, che era solo, per il dopo partita. Nelle strade il delirio…

Finalmente a casa del mio amico, ci sistemiamo nel balcone della sua stanza, come un salotto all’aperto. C’era ancora qualcosa da bere del compleanno di Sele. Iniziamo a ridere, scherzare e sparare cazzate. Da notare che ,nella fretta di uscire, ho dimenticato anche il telefonino ( sono proprio senza testa). Verso le 2 o le 3 di notte, Adri e Melo volevano tornare a casa. Non potendo tornare a casa ho dormito da Peppe. La mattina, come mio solito dalle 7 in poi, mi vado svegliando e riaddormentando. La differenza era il sottofondo de “il ritorno del re” edizione extended. Avevano lasciato acceso il pc e mi sono alzato sulle parole di Sam… “ non posso portare l’anello per voi… ma posso portare voi!” una delle mie scene preferite J. Sto un po’ lì. Peppe non si sveglia neanche con le bombe. Alle 10 e qualcosa vado via. Arrivato a casa mi rilasso un po’. Colazione, doccia e telefonata a quel tesoro che la sera prima mi aveva cercato. Mmm no. Ho sbagliato. Prima è arrivata la mia ex. E ci siamo messi d’accordo per portare gli eredi al parco a giocare, poi la telefonata. Come promesso la sera verso le 6 sono andato a prenderli. Al parco ho giocato tutto il tempo con Salvo, mentre Andrea , piccolino, dormiva nel passeggino. Si fanno le 8 e mezza. Alle nove avevo appuntamento per il compleanno di un amico ma il mio tesoro non voleva che me ne andassi. Non voleva scendere dalle mie braccia e si teneva forte forte con le gambine. Mamma mia! Che voglia di strapazzarlo. Torno a casa. Un’altra doccia( in questo periodo sono almeno 2 al giorno) e arrivano Adri e Peppe con la macchina. Pronti per partire alla festa di Michele sulla spiaggia. Prima si va dallo zio angelo a Catania per mangiare qualcosa. Si erano già fatte le 11 quando, finalmente, sono arrivati tutti. Io ero particolarmente allegro fino a che non ho guardato l’orologio della macchina. Erano le 23 e 37, stava per iniziare il 2 luglio.

Arriviamo in spiaggia. Bisognava fare un bel po’ di strada a piedi portando tutte le bottiglie gelate, il bidone con l’acqua e tutto. Appena scaricate le cose, si parte di nuovo a cercare legna per il falò. Peppe ed Eddy a disboscare e io a fare avanti e indietro caricato come un mulo eheheh. Quando ho finito mi sono sdraiato sul telo di qualcuno, credo fosse di Vito. Ero nell’angolo delle fuffie ( o cuttighiare come si dice dalle mie parti). C’erano Selenya, Roberta, Oriana e Valeria in quel isoloto complesso di teli e pettegolezzi da donne. Io non stavo cagando nessuno. Ero lì con loro solo perché Roberta, operativa, preparava a mo di barman i bicchieri a tutti. Ma ero sdraiato a guardare il cielo… e alle 23 e 59 avevo il cellulare in mano, aspettando che qual minuto passasse. Avete presente come si fa per capodanno o per il compleanno di un amico importante?..ecco! proprio così. Con la differenza che alla mezzanotte non ho fatto gli auguri a nessuno. Ehm… ripensandoci non è del tutto vero. Anche se nessuno mi ha sentito perché l’ho sussurrato tra me e me. C’era un gran movimento in spiaggia. c’era chi sparava cazzate troppo divertenti, chi faceva la lotta in acqua, chi rideva, chi confidava, chi si accollassava… ma io, non c’ero. O meglio, ero lì, parlavo, rispondevo alle domande, ma ero più un automa senza personalità.

Non volevo pensarci, volevo distrarmi. La cosa strana è che non stavo male, ero semplicemente…assente. Iniziai a riprendermi verso le 3 di notte. Quando sono andato a sentirmi la discussione di Vito e Peppe sul bagnasciuga. Ascoltai una splendida conversazione il cui tema era l’amicizia. Poi il bagno…

Quel acqua era meravigliosa. Alle 3 di notte, era qualcosa d’indescrivibile. Forse sarà stato proprio il mare a lavare via i miei pensieri. Il mare di notte è qualcosa di magico. Poi, nell’ilarità generale, via i costumi… sii tutti il bagno nudi ( niente paura eheheh eravamo solo 5 amici in acqua, tutti maschi) troppo divertente. Io non volevo più uscire dall’acqua, stavo troppo bene. Ma ad un certo punto rimasi solo, allora uscii. Mentre mi asciugavo al fuoco del falò col telo di Vito, avevo piano piano ricominciato a pensare. Ma il mio umore, come sempre, si adatto a quello di chi mi stava attorno. Nella paranoia di Adri che voleva andarsene e il malessere di Roberta che aveva avuto una discussione con Vito… il mio umore precipito. Finche non tornammo a casa. Ma non fu così facile. Perché sul lungo mare di Catania c’era un posto di blocco e ci hanno fermato. Documenti… libretto… le solite paranoie.. quando ci dicono.. “questo non ha valore”. Adri aveva solo la fotocopia del libretto. Sua madre teneva l’originale a casa. Risultato… 35 euro di multa. Non dico… 35. io non ero proprio dell’umore di discutere, Adriano neanche. Allora fa tutto Peppe che tra discussioni , lamenti e chiacchiere varie non ci fa fare la multa. In fondo era tutto in regola e si vedeva che eravamo bravi ragazzi che tornavano dal mare. Poi a casa.. finalmente.

Ero distrutto… non ho avuto la forza neanche di farmi la doccia per lavare via il sale e la sabbia. Mi sono solo cambiato tutto, dato una sciacquata e sono andato a dormire. Appena sveglio, questo post è stato il mio primo pensiero.




permalink | inviato da il 2/7/2006 alle 14:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

30 giugno 2006


E se invece di scrivere mi vedessi un film? Questo è stato il primo pensiero che ho avuto, mentre poggiavo le dita sulla tastiera. Secondo me è stata una piccola crisi di panico, una molto piccola. Sto iniziando a scrivere senza sapere cosa dirò. Non ho in mente nulla, anche se poco fa, mentre ero in piedi o sdraiato, avevo un mare di discorsi utili da dire. Adesso non mi vengono…che io li abbia già persi? Non faccio che pensare che forse, le mie parole, sarebbero state utili a qualcuno se… solo qualcuno le avesse ascoltate. C’è ancora così tanto di me che non riesco a tirare fuori. Me ne accorgo sempre quando sono solo o in compagnia di gente inutile. Forse succede perché, quando non posso ascoltare nessuno, inizio ad ascoltare la vocina che è dentro di me. Un po’ come faccio con le altre persone, cerco di capire chi sono e… non sempre mi piace quello che scopro. Anzi, a dire il vero, quasi mai. adesso come adesso chi mi conosce almeno un po’ sta pensando a qualche mio pregio. Ne sono certo. Forse anche chi ha letto questo post per caso. Ma non è questo quello che lo scrivo. Non m’interessa ricevere complimenti per non pensare ai difetti. Quello che devo capire è che “…”. Uffa, devo pur imparare qualcosa di utile, qualcosa di costruttivo. È scontato che io debba farmi accettare per quello che sono, senza fingere. Anzi no! Ho impostato male la frase, scusate. Non è affatto scontato che le persona debbano accettarmi. Non è neanche obbligatorio che debbano capirmi. L’unica cosa che posso fare è circondarmi di persone che riescano a capirmi e ad accettarmi che fondamentalmente è quello che faccio io con tutti gli altri. E’ così difficile sentirmi criticare qualcosa che non conosco. Anche se c’è da dire che quando inizio a conoscere molto bene una persona mi prendo la liberta di fargli notare tutte le volte che si sta mentendo da solo.




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26 giugno 2006


Nelle notti di luna piena
nulla e' piu' devastante di udir passi nelle tenebre,
ma quell'ombra che mi seguiva
non mi diceva nulla di buono
fin quando nn scorsi sagome oscure dietro i giunchi del fiume
fui attaccato da lupi carnofagi,
ma tutto improvvisamente divenne strano...
come un quiete s'insedio' nella tundra arida
e dai ruscelli quasi aridi scendevano fiumi impetuosi
che spazzarono via ogni pericolo
 tornai sul mio cammino,
la sacra ombra che mi benedisse quella notte,
nn mi abbandono' mai!

                                                                                                                      peppe palo




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19 giugno 2006


siamo come angeli con un'ala ciascuno

possiamo volare soltanto abbracciati




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13 giugno 2006

Cosa mi sta succedendo?

 

Non mi piace essere così spento, svogliato, passivo, asociale… potrei continuare per ore ma non otterrei cmq nulla di costruttivo. Sono almeno due settimane che sono ridotto così. C’è da notare che ad una prima occhiata non si direbbe. Forse melo ha ragione. Sono ermetico ( se almeno sapessi che vuol dire). Il dizionario non mi aiuta e io non ho testi di filosofia. Fosse un altro periodo, cercherei su internet, m’informerei, senza fermarmi, finche la mia curiosità non è appagata, ma non oggi. Non in queste ultime due settimane. A pensarci bene, tra alti e bassi, il mio periodo nero dura da molto di più. Strano. Non riesco a dare una misurazione temporale di questo ehm… fenomeno. Eppure so che potrei andare nella mia stanza, frugare tra le mie cose, recuperare un po’ di date( che per qualche motivo ho dimenticato) e fare una brave ricostruzione degl’eventi. Si, potrei. Ma sarebbe inutile sapere quando ho iniziato a…uhm… non mi viene la parola. E poi… non serve fare tutta questo lavoro. Mi basta controllare la data di un post per saperlo( chissà perché le cose più semplici mi vengono in mente sempre dopo?). resta il fatto che dura da troppo. E si ripercuote su tutto. Sono distratto, assente. Alcuni amici si stanno pure incazzando con me. Certo, non in senso letterale. Però anche se non capiscono il perché, o non hanno il tempo per farlo, notano cmq la differenza. Alcune delle persone a cui sono più legato adesso mi hanno conosciuto in un periodo in cui…ero la vitalità fatta persona. A pensarci bene, neanche quel periodo, se lo paragono al resto della mia vita, è stato tanto normale. In questo caso, per normale intendo il solito modo di affrontare la vita. Una persona razionale inizierebbe a porsi delle domande. Quali fattori determinano un cambiamento così profondo del mio essere? Troppo complicata, vero? Poniamola diversamente. Cosa mi dava tutta quella gioia di vivere? E  perché adesso non ho la voglia di alzarmi dal letto, neanche per uscire con gli amici( che mi aspettano per una serata che ho organizzato io)?

Vi è mai capitato di sapere una cosa che vi riguarda nel profondo e di non riuscire a dirla, neanche a voi stessi, neanche per iscritto, pur sapendo che nessuno leggerà mai? a me si.

Cambiamo strada… in questa c’è troppo traffico.

Può essere solo una questione di obbiettivi? Effettivamente, l’anno scorso in questo stesso periodo, si lavorava col mio ( all’epoca) socio per realizzare uno dei miei più grandi sogni. A parte Erika, con cui chattiamo, più o meno assiduamente da tre anni( mamma come vola il tempo) nessuno di voi sa che stavo aprendo la mia fumetteria. Che poi… in realtà l’abbiamo anche aperta, e grosso modo anche gl’incassi non vanno male, tutto sommato. L’unica pecca è che non è mia. O meglio, non lo è più. Non vi sto a spiegare quanto sono stato coglione io e bastardo il mio socio. Mi consola il fatto che cmq non ci sono andato sotto economicamente. Senza contare che ,altruisticamente parlando, almeno adesso Paternò ha una fumetteria, per la gioia di tutti gli appassionati, tranne io.

Eppure no…non è stato l’aver perso il mio sogno e il mio futuro. Non mi sono abbattuto perché ho perso la possibilità di fare dei miei hobbie il mio lavoro. E non è neanche l’essere passato per uno strafottente, approfittatore, e chissà quanti altri diplomatici aggettivi il mio leale socio ha usato per convincere la gente che lui è il buono e io il cattivo. Ma neanche il fatto che non mi sono potuto prendere la soddisfazione di spaccagli la faccia, visto che cmq era inutile e avrebbe solo potuto avvallare la sua tesi. No, neanche questo è bastato a buttarmi giù più di tanto. A farmi incazzare sicuro. a demotivarmi, giusto un quid. No. Non è per quella storia che sono così. Perché mi ricordo bene che nel periodo successivo all’apertura, io stavo benissimo. Anche se non avevo trovato una valida idea per crearmi un futuro stabile adatto alle mie esigenze( non mi riferisco al guadagno), ero in splendida forma. Ero cmq pieno di gioia di vivere. È vero. C’erano giorni in cui non mi potevi dire neanche “ che belli questi occhi” senza che sbraitassi. Ma a parte i classici giorni no, che capitano a tutti, stavo magnificamente. Di sicuro non c’entra la mia ex. Anche se lei è da sempre la nemica giurata del mio buon umore. È una di quelle rare persone capaci di tirare fuori quanto di peggio c’è nel mio carattere. E….credetemi, di cose poco piacevoli nel mio carattere ce n’è in quantità.

Cosa c’era che mi dava quella voglia di vivere? Quel ottimismo. Quella creatività. Quella forza capace di darmi la serenità e il sorriso anche quando le cose andavano male. Cosa?... chi?

C’era lei. Anche il verbo non è dei più azzeccati. Visto che materialmente era molto lontana. Ma la sua impalpabile presenza bastava. È spuntata dal nulla nel periodo peggiore della mia vita, e… senza neanche volerlo, mi ha dato tanta di quella energia che non credevo di poter avere. Mi piace definirla come “la mia musa”. Fra le tante canzoni che mi fanno pensare a lei ce n’è una in particolare che descrive esattamente quello che era per me. “eccoti” 883. non avrei mai potuto trovare da solo parole più azzeccate.

Come potete, benissimo, intuire da soli. Non ci sentiamo più. E fondamentalmente so che è la cosa migliore. Ma non avevo previsto che dopo tutto questo tempo mi mancasse ancora così tanto. Non credevo che sarei arrivato da non riuscire, quasi, a pensare ad altro. La cosa peggiore è che non penso al passato. Tanto meno nel futuro. Penso al presente. Un presente utopico in cui lei c’è. È una di quelle cose facili da capire, ma incredibilmente difficili da spiegare. Ci proverò lo stesso. Come non detto… non trovo le parole.

Mi manca. Ma le farei solo del male se la cercassi di nuovo. Come si dice spesso, in questi casi, “posso sopravvivere anche senza di lei”. È quello che sto facendo. Sopravvivo e basta.

Provare a frequentare altre ragazze( col caro vecchio spirito del “chiodo scaccia chiodo”), è un errore che non commetterò più. Infatti è stato questo che, tanti anni fa, mi spinse tra le braccia della mia ex. No, non voglio illudermi e illudere. Prima devo… eh devo cosa? Bho. Non lo so. Penso che un giorno m’innamorerò di nuovo. Forse allora ritroverò tutte le mie energie nascoste e ricomincerò a vivere. Ma è molto più facile a dirsi che a farsi. Dove la trovo come, o addirittura migliore, di lei? Come? Questo è uno di quei casi in cui vorrei essere davvero una persona superficiale. Vorrei che un paio di gambe riuscissero a farmi girare la testa. Ma non è così. Il mondo è pieno di belle donne. Ma davvero poche rappresentanti del gentil sesso possono avere la mia stima. E si. Purtroppo sono un sessista convinto. Eppure le ragazze che ammiro ci sono. Poche, ma ci sono. Ma neanche questo basta. Perché, se mi sono innamorato di lei vuol dire solamente che, è la donna che più stimo al mondo. Non sto qui a fare l’elenco delle sue qualità. Oltre che banale, sarebbe sempre è cmq incompleto. Non renderebbe mai l’idea. Come definire il concetto che lei ha delle qualità che non si trovano facilmente. Che non ho trovato nessun altra. O mamma! Ma da quante righe è che parlo di lei? Brrrrrr.

Perché non riesco a trovare altri argomenti da scrivere? ( basta marco. Basta)




permalink | inviato da il 13/6/2006 alle 16:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

9 giugno 2006

...

la tua verità... è quello che vuoi credere.

n.b. metterlo nel blog mi sembrava doveroso...lol




permalink | inviato da il 9/6/2006 alle 10:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa

9 giugno 2006

ponetevi queste domande, non costa nulla :-)

Tutte le persone che conosco mi hanno deluso almeno una volta.

vero o falso?


pensandoci bene, senza fretta. è vero anche per voi.... o sono semplicemente sfigato?


almeno una volta, ho deluso tutte le persone che conosco.
vero o falso?


ahi me, si. spero vivamente di non essere l'unico. altrimenti... brrrr sono spacciato. :-)


se hai risposto allo stesso modo, in entrambi i casi, adesso dovresti chiederti perchè.


personalmente ho capito che le persone, in fondo, sono come me. e che non posso pretendere da loro più di quanto io stesso riesca a fare.  " è voi?"




permalink | inviato da il 9/6/2006 alle 10:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

7 giugno 2006

è più giusto...

fingersi dei filantropi senza esserlo...
additando i difetti degl'altri per nascondere i propri...
o è forse meglio essere chiari, fin dall'inizio?


sembra una domanda banale, vero? eppure, anche se a parole tutti mi sapranno rispondere, nei fatti, la maggiorparte delle persone agisce diversamente. chissa poi perchè?
sono domande che vanno oltre la mia limitata intelligenza.

mi chiedo se le nostre percezioni, le nostre certezze, sono frutto di quello che realmente sappiamo...
o si basano invece su quello che altri prima di noi ci hanno detto?


continuo a pensare, magari sbaglio, che molte delle cose, che si danno per certe, ci sono state dette da altri. per quanto io sia un incrollabile sostenitore della buona fede di tutti, ho qualche dubbio sulla veridicità delle fonti. non per pregiudizio verso chi le comunica. ma perchè è certo... che quasi la totalità delle persone, quando raccontano qualcosa, alterano il reale svolgimento dei fatti in modo spesso inconscio. aggiungendo la loro libera interpretazione, il loro umore, le loro ideologie e il loro interesse. come ho già detto, non voglio pensare che lo facciano con la  precisa intenzione di averne dei vantaggi ( anche se non è un'ipotesi da escludere). bensì, mi piace pensare che sia nella natura dell'uomo. in qualunque campo la si applichi il risultato è sempre lo stesso. dalla dinamica di un tamponamento banale... alle grandi guerre. passando per piccoli litigi tra compagni di classe e cause di divorzio. se vi guardate attorno, con occhi libero da pregiudizzi, non potrete fare a meno di notare che è quasi sempre così. spesso siamo noi a sbagliare, in buona fede, senz'altro. ma allora... come facciamo a capire chi dice la verità oggettiva e chi soggettiva?
un'altra domanda, decisamente, oltre le mie capacità.





permalink | inviato da il 7/6/2006 alle 10:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


 

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